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SCIENZE BIOLOGICHE

Sul nostro pianeta, la vita si è evoluta differenziandosi in una strabiliante cornucopia di forme, a partire da un unico progenitore comune, apparso probabilmente oltre tre miliardi di anni fa. Questo patrimonio inestimabile di diversità di forme viventi è retto da un intreccio di relazioni dinamiche che sottendono quella pellicola vivente che avvolge il pianeta, la biosfera, nella quale siamo immersi e della quale viviamo. Tale rete vivente, non solo ha fornito le basi materiali per la vita dell’uomo e per la sua rapida evoluzione culturale, ma ha anche profondamente plasmato la sua psiche. La biodiversità, ovvero la ricchezza e la variabilità delle forme di vita evolutesi sulla Terra, non ha soltanto regalato agli esseri umani le risorse e le condizioni per una loro straordinaria espansione, tanto demografica quanto scientifico-tecnologica ed economico-sociale, ma ha nutrito la loro stessa psiche, in termini di sensibilità, sentimenti, pensiero e intuizioni. Gli organismi viventi sul nostro pianeta, la loro diversità di forme e stili di vita, e le loro dinamiche evolutive ed ecologiche sono alla base della stessa vita estetica, spirituale e culturale dell’uomo. Biofilia è il termine coniato da alcuni biologi nel secolo scorso per indicare un’innata tendenza della psiche umana ad affiliarsi alla vita non umana che ci circonda. Il legame dell’uomo con il resto del mondo vivente e con il pianeta è dunque intimo e profondo e tocca tanto la sfera fisica, quanto quella emozionale, affettiva ed intellettuale. Le religioni e le mitologie, il folklore e le arti dell’epopea umana sono ricche di forme viventi e di paesaggi naturali, come se l’immaginazione dell’uomo attingesse, prima che da ogni altra cosa, dalla stessa biodiversità del pianeta, dalle sue forme e dalle sue dinamiche. Che si tratti dei primi dipinti rupestri, o dello zoomorfismo delle religioni delle grandi civiltà agricole, o ancora dei paradisi terrestri (con i loro serpenti) delle tradizioni monoteiste, non c’è tradizione spirituale che non attinga la propria simbologia e gran parte dei suoi miti dalle forme del mondo vivente. Non stupisce dunque che la psicologia analitica abbia rintracciato nella psiche umana, ed in particolare nelle rappresentazioni del suo inconscio, un tessuto vivente di archetipi, le cui forme sono spesso coincidenti con quelle del mondo naturale vivente. Tali forme si intrecciano in un divenire di trasformazioni, che ricorda lo stesso processo evolutivo della vita organica che si è svolta sul pianeta. Il terreno più proficuo di indagine che può unire biologi e psicologi di scuola junghiana è forse quello dello studio delle corrispondenze tra il mondo delle forme viventi, così come si è evoluto nel corso della storia naturale del nostro pianeta, e il mondo degli archetipi che animano l’inconscio collettivo umano. La psiche, e il suo organo principale di rappresentazione interiore della realtà, ossia l’immaginazione, possono essere comprese anche alla luce della profonda tensione dell’uomo all’unità con il resto del mondo naturale vivente. Questi temi possono essere dunque affrontati mediante un doppio contributo: da un lato, la biologia moderna può aiutare a comprendere le basi biologiche del comportamento e delle attività psichiche dell’uomo, alla luce della concezione evoluzionistica della vita, dall’altro la psicologia analitica può comprendere come elementi tratti dal mondo del divenire biologico possano essere stati filtrati e assimilati dall’interiorità dell’uomo, nutrendo il suo mondo immaginale e archetipico. A tali tematiche possono contribuire parecchie discipline del vivente, quali la zoologia, la botanica, l’ecologia, l’etologia e la biologia evoluzionistica. Tale approccio ha animato lo spirito delle prime conferenze sviluppate nel contesto del filone Anima Animale. Questo filone si focalizza sull’animale che è nell’uomo, sia a livello delle basi morfo-fisiologiche e comportamentali che sono il retaggio della sua storia evolutiva, sia a livello di animale archetipico che struttura la sua psiche. Sono stati rintracciati punti di incontro in termini concettuali e metodologici tra etologia, zoologia e psicologia analitica, e sono state trattate le basi biologiche e gli archetipi psichici relativamente all’aggressività e al combattimento rituale. Altri temi sono in cantiere, quali il canto e la vocalità negli animali e nell’uomo, gli animali nei sogni e nei bestiari e le loro correlazioni con la storia naturale, e altri ancora potranno emergere dagli stimoli di tutti coloro che parteciperanno alle nostre attività, sempre nell’intento di conoscere meglio noi stessi, collegando il microcosmo della psiche umana al macrocosmo del divenire naturale.

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